Visita di S.E. il Prefetto di Belluno al Comune di Arsiè

Chi è e cosa fa il Prefetto


Lunedì 16 scorso S.E. il Prefetto di Belluno è venuto in visita al Comune di Arsiè, accompagnato dal suo segretario.

Ad accoglierlo davanti al municipio c’erano il Sig. Sindaco con i consiglieri Turra Renato e Fiammengo Anna, le minoranze al completo, e il Sig. Comandante della nostra Stazione dei Carabinieri.

Ci siamo ritrovati tutti nella saletta della giunta, e dopo le parole di benvenuto del Sig. Sindaco il Prefetto ha voluto precisare che questa visita faceva parte del suo programma di conoscenza del territorio per stabilire un rapporto diretto con i Sindaci e per affrontare dei problemi immediati che rientrassero nella sua competenza, se ce n’erano.

Il Sig. Sindaco ha esposto il problema del disturbo creato dai turisti occasionali, prevalentemente non italiani, alla Campagnola di Rocca: e il Prefetto ha spiegato come vi sia diversità tra la sicurezza in termini reali e la sicurezza percepita, in quanto la sicurezza percepita dipende molto dalla presenza in particolare delle pattuglie dei Carabinieri sul territorio, pattuglie che però hanno pochi mezzi per agire a causa della mancanza di risorse, tanto che perfino la benzina per i loro automezzi è razionata. Ha sollecitato quindi la collaborazione dei cittadini nella segnalazione delle situazioni di abuso, assicurando il suo interessamento per reprimere questa fonte di disagio per la popolazione locale.

Il Sig. Sindaco ha quindi esposto il problema della strada da Incino a Cismon, chiusa da anni, argomento sul quale però il Prefetto non aveva conoscenze per cui bisognerà riparlarne in altro momento.

Il Prefetto ha quindi dato lettura di alcuni articoli di giornale, che aveva letto anche a Pedavena dove era appena stato, in cui veniva illustrato il programma di semplificazione della Pubblica amministrazione che sta mettendo in cantiere il governo Renzi, che prevede l’abolizione delle Prefetture a livello provinciale per riunificarle tutte in una unica Prefettura regionale, e dicendosi preoccupato perché in questo modo verranno ridotti i presìdi di legalità sul territorio.

A questo punto è intervenuto il consigliere Prof. Faoro Beniamino dicendo che, per la sua esperienza, quando sono stati aboliti i Provveditorati agli Studi sostituendoli con i Centri di Servizio, le cose non sono affatto peggiorate, ma sono migliorate.

Il Prefetto ha risposto che questo è senz’altro un esempio virtuoso di semplificazione amministrativa, ma il suo timore sul fatto che i Sindaci saranno sempre più soli permane perché per esempio per i problemi dei disturbi alla Campagnola a chi dovrà poi rivolgersi il Sindaco di Arsiè? Al Prefetto, unico per la Regione, di Venezia? Che ha mille altri problemi ben più grossi? E chi mai gli darà ascolto?

Ha quindi concluso dicendo che sta invitando tutti i Sindaci a riflettere su questo argomento, che è di estrema importanza per l’amministrazione della sicurezza in tutti i Comuni.

Conclusa la riunione, il Prefetto con il suo segretario, i due consiglieri di maggioranza e il M.lo dei Carabinieri si sono trasferiti nell’ufficio del Sindaco, e noi di minoranza ce ne siamo andati.

Non so quindi se siano stati trattati in quella sede altri temi concernenti la sicurezza nel Comune come per es. la diffusione della droga tra i giovani, perché nella riunione congiunta non sono stati toccati.

La mia impressione è stata che S.E. il Prefetto sia persona molto preparata, laureato sicuramente in giurisprudenza perché ha usato in più occasioni dei termini tipici della professione forense, e con molta esperienza perché da quanto egli stesso ha precisato è da ben 35 anni che è inserito nella Pubblica Amministrazione, prima come amministratore e poi come Prefetto.

E per questo mi è dispiaciuto che la compagine di maggioranza non abbia saputo presenziare con un gruppo più nutrito di quello che si è presentato, non fosse altro che come segno di stima e di apprezzamento per questa visita che io considero più unica che rara.

Dario Dall’Agnol

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