Consiglio comunale del 19/12/2014

Argomenti all’Ordine del Giorno:

1. Approvazione verbali seduta del 20.11.2014.

Il collega Faoro Beniamino eccepisce che in due delibere il voto da lui espresso è diverso da quanto riportato nel verbale.

Il segretario si riserva di verificare con la registrazione degli interventi, e propone al sindaco di ritirare l’argomento.

Mi intrometto proponendo di approvare almeno i verbali non contestati.

Il segretario riconosce che così è meglio, perché almeno una parte delle delibere ottiene l’approvazione: e di conseguenza vengono posti in approvazione i verbali non contestati. I restanti due verranno riportati al prossimo consiglio.

2. Convenzione per la pianificazione urbanistica sovracomunale tra Arsiè, Segusino e San Gregorio nelle alpi.

9. Stessa cosa con in più l’unione montana feltrina.

Confermando la posizione contraria già assunta su questo argomento la volta scorsa, ho votato contro.

Il segretario ha precisato che se questo provvedimento non viene approvato entro il 31 dicembre, arriverà un commissario “ad acta” (cioè per compiere quegli atti che il Comune non ha compiuto) con costi a carico del Comune, quindi sarebbe ancora peggio.

Rispondo che è compito della maggioranza adottare i provvedimenti imposti per legge, e della minoranza esprimere il dissenso: per cui sono rimasto sulle mia posizioni.

I colleghi Faoro Beniamino e Tonin Omar si sono astenuti.

A questo punto ho chiesto perché sulla pianificazione urbanistica non si siano associati con il Comune di Cismon con il quale siamo confinanti nelle frazioni di Fastro Bassanese e del Corlo, e con il quale un coordinamento degli strumenti urbanistici sarebbe quanto mai opportuno.

Il sindaco ringrazia per il suggerimento e si impegna a contattare il sindaco di Cismon per prendere degli accordi.

3. Convenzione per la gestione dei servizi sociali con il Comune di Fonzaso.

4. Convenzione per la gestione della polizia municipale con il comune di Fonzaso.

Dico che sono costretto a votare a favore perché gli eventi vanno comunque in questa direzione, ma con alquanta “amaritudine”: perché questo è il primo passo su una strada che porterà Arsiè a diventare una frazione dimenticata del Comune di Fonzaso.

Approvati all’unanimità.

5. Approvazione del piano intercomunale di protezione civile.

Obietto che questo non è un piano di “protezione” civile, ma un piano di “pronto soccorso” civile, per cui preannuncio il mio voto contrario: e mi spiego.

“Protezione” ha un ben preciso significato, “proteggere” significa fare qualcosa prima che il danno mi colpisca: mi proteggo dalla pioggia aprendo l’ombrello sopra la testa, in modo che l’acqua non mi arrivi addosso.

Ma in questo piano io trovo solo tutti quegli interventi (allertamento delle strutture di coordinamento, dei collegamenti radio, piani di evacuazione, eccetera) che si fanno dopo che è accaduto il malanno, ma niente che si faccia prima, in modo da evitare che il danno colpisca le persone.

Inoltre, il piano si concentra sui gradi eventi, che si verificano assai di rado, anzi, potremmo anche dire mai: terremoti catastrofici, inondazioni catastrofiche, incendi di vaste proporzioni.

E siccome in pratica non si verificano, va a finire che se per caso dovessero davvero verificarsi e dato che nessuno sa cosa si verificherà davvero, saremmo comunque tutti impreparati.

Invece quello che può capitare, e che realmente capita, sono i piccoli eventi calamitosi, come i terremoti di lieve entità, o gli incendi.

Ora, nel caso di un terremoto, il tempo intercorrente tra le onde primarie, sussultorie, verticali, che spaccano i muri ma non li fanno crollare, e le secondarie, ondulatorie, orizzontali, che fanno crollare i muri spaccati dalle onde primarie, è di pochi secondi: per esempio, nel caso del terremoto del Friuli il ritardo qui da noi è stato di circa 20 secondi. E quanto più il terremoto è vicino tanto più il tempo di ritardo si riduce.

E in pochi secondi nessuna classe scolastica è in grado di uscire dall’aperto, per cui i piani di evacuazione e le relative esercitazioni in realtà non servono a nulla.

In Giappone, se la maestra avverte le onde primarie, sussultorie, batte le mani e tutti gli alunni si buttano a pesce sotto il banco, perché almeno sotto il banco hanno una protezione sopra la testa.

Nelle nostre scuole questa esercitazione la fanno? No.

Il collega Faoro Beniamino mi ricorda che però i piani di evacuazione servono anche in caso di incendio.

Rispondo che il problema in caso di incendio non è di evacuare l’edificio quando tutto il fabbricato è a fuoco, ma di spegnere l’incendio appena inizia.

Ora, in tutte le scuole ci sono gli estintori: ma siamo sicuri che gli insegnanti li sanno usare? E come facciamo ad esserne sicuri? C’è un modo solo: che gli uomini della protezione civile facciano il giro delle scuole li e facciano provare a tutti.

Si fanno queste cose, che sono vera protezione, e non raccolta di cocci dopo che il vaso è rotto?

No? e allora io voto contro al piano.

A questo punto il collega Faoro Beniamino dice che, sentito questo, voterà contro anche lui. Però ricorda che in tutte le scuole c’è un responsabile della sicurezza, e che comunque ci sono i vigili del fuoco.

Sì, rispondo, però se arriva alla scuola materna di Fastro una supplente temporanea, viene forse il rappresentante della sicurezza dell’Istituto Comprensivo di Fonzaso a vedere se sa usare l’estintore? O i vigili del fuoco di Feltre?

L’assessore Cescato mi ricorda che però il piano è sovracomunale.

Sì, dico, ma se ci scappa il morto, il morto è nostro, non è sovracomunale.

Allora l’assessore Cescato si dichiara dispiaciuto nel sentire che viene criticata la protezione civile, con tutto quello che fanno.

“Eh, no – rispondo – io ho criticato questo piano, non gli uomini della protezione civile, che fanno un lavoro prezioso e che sono comunque una garanzia per la nostra collettività!”

Interviene il sindaco per dire che era nelle intenzioni dell’amministrazione attivare le cose che ho chiesto, e che si impegna a realizzarle, appoggiandosi proprio alla Protezione civile, per attuarle nel corso della prossima primavera.

“Bene – dico – se ho questo impegno assunto formalmente davanti al Consiglio comunale, allora sono anche disposto a cambiare la mia posizione e ad approvare il piano”.

Anche il collega Faoro Beniamino, sentito questo, cambia la sua posizione, e il piano viene approvato all’unanimità.

6. Adozione piano comunale di classificazione acustica.

Il piano prevede la suddivisione del territorio comunale in diverse zone, caratterizzate da diversi livelli di intensità acustica ammissibili, a seconda se si tratta di zone residenziali, artigianali o altro.

Il collega Faoro Beniamino precisa che non è riuscito a leggerlo tutto, perché molto corposo.

Io ammetto di non averlo letto per niente, perché ci vorrebbero tre giorni di studio per capirci qualcosa.

Però preciso che a ma è sembrato uno strumento di tipo più che altro repressivo, nel senso di “sul tal posto non si può fare questo e sul tal altro non si può fare quest’altro”.

Chiedo quindi se il Comune non possa invece anche attuare qualche azione di tipo propositivo, cioè: “se mi ritrovo con questa situazione, cosa faccio per risolverla?”

L’assessore Cescato risponde: “Semplice, il privato deve adeguarsi”.

Sì, rispondo, ma come si fa ad applicare in concreto quel “deve adeguarsi”? Il Comune gli fa causa? Oppure gli toglie l’agibilità dei locali? E se si tratta di un’azienda rumorosa con dipendenti, pensa forse di farla chiudere?

Le azioni repressive servono solo a creare contenziosi e non risolvono il problema: il Comune deve cercare di risolvere i problemi dei suoi cittadini, non complicarli.

E quindi, non trovando una risposta a questo tipo di problema in questo piano, neppure come norme transitorie, non mi sento di approvarlo, mi asterrò.

Il segretario precisa che il piano in questa sede viene solo adottato, per cui c’è la possibilità di accogliere delle osservazioni ed eventualmente inserirle prima dell’approvazione definitiva.

Anche i colleghi Faoro Beniamino e Tonin Omar si astengono.

7. Mozione della lista “Fare insieme fare tutti” in merito a interventi per il risparmio energetico e la riduzione delle emissione di anidride carbonica.”

L’assessore Cescato osserva che alcuni interventi sono già in programma nelle opere in attesa di finanziamento, e che per altri richiesti dalla mozione non ci sono le risorse per realizzarli.

Risultato: la maggioranza vota contro la mozione, respingendola.

Io mi sono astenuto.

8. Interrogazione della lista “Progetto comune” in ordine ai terreni espropriati e non volturati.

L’assessore Cescato risponde dicendo che è un problema che sta a cuore anche all’amministrazione comunale, e che intendono fare il possibile per risolverlo.

Insisto dicendo che vorrei almeno capire le dimensioni del problema, cioè quante pratiche in sospeso ci sono? tante o poche? Tanto per sapere quanto dovranno ancora aspettare i proprietari.

Risposta vaga: in sintesi l’Amministrazione comunale di Arsiè sa che il problema esiste, ma non è in grado di quantificarlo.

L’assessore Cescato dice che rispondere a queste interrogazioni comporterebbe troppo lavoro per gli uffici, già oberati da altre pratiche, per cui in sostanza non sarà possibile saperne di più neanche in futuro.

Però si dichiara disponibile a risentirci per riesaminare l’argomento: cosa che farò senz’altro.

A questo punto chiedo se gli intestatari catastali dovranno anche pagare l’IMU su terreni che di fatto sono già del Comune: e se non pagano, che gli succede? Il Comune gli farà anche la multa?

La risposta è che i proprietari basta che rilascino al Comune una dichiarazione che il terreno è stato espropriato, e non gli verrà applicata l’imposta

Dico che questo la gente lo deve sapere, perché attualmente nessuno ne sa nulla, e chiedo che il comune si faccia almeno parte diligente per informare la popolazione.

Aggiungo che il Comune dovrebbe anche informare la popolazione di quando cade per il nostro Comune la lustrazione catastale quinquennale gratuita, in modo che i privati possano farsi cambiare la qualità di coltura dei terreni senza costi. Io stesso ho tre piccoli appezzamenti di terreno che una volta erano vigneto di prima qualità, ma che adesso sono pieni di rovi e sterpaglie: sì, ma il loro reddito dominicale, sul quale dovrò pagare l’IMU, è quello del vigneto di prima qualità.

Con la lustrazione gratuita, potrei farli declassare a incolti, come di fatto sono.

Vedo intorno a me facce attonite, capisco che la lustrazione nessuno sa neppure cosa sia.

Chiedo quindi che il Comuni si informi su questo punto, e sua volta informi la popolazione, perché stiamo andando a pagare per niente imposte non dovute.

Nessuna risposta, non so neppure se la cosa verrà fatta.

È meglio che i privati se ne interessino per conto proprio.

10. Schema di convenzione affinché l’unione montana feltrina sia unica stazione appaltante e di committenza per gli appalti dei lavori pubblici e gli acquisti dei Comuni.

Nessun commento, viene approvata all’unanimità.

Infine ho chiesto la parola per “spezzare una lancia” a favore del Forte della Tagliata Scala.

Ho ricordato che qualche tempo fa ci siamo ritrovati, i Sindaci di Cismon e di Arsiè, il consigliere di Cismon Elio Dall’Agnol e il sottoscritto, per discutere sulla mia proposta di concentrare l’attenzione sul forte della Tagliata Scala per valorizzarlo in funzione delle manifestazioni della Grande Guerra che sono già in corso.

Mi è stato risposto: il Sindaco di Cismon che il suo comune è impegnato con altri per completare la Galleria Vittorio Emanuele III e la caserma Milano, e quello di Arsiè che Arsiè è impegnato a finire i lavori al Forte Leone di Cima Campo.

Già allora avevo obiettato che per quando quei lavori saranno finiti, il centenario della Grande Guerra sarà passato da un pezzo, e quindi che come il solito avremo perso un’altra occasione.

Ma non c’è stato niente da fare.

Adesso torno sull’argomento perché un gruppo di alunni della scuola media di Fonzaso vorrebbe venire a visitare la Tagliata Scala organizzando una escursione in bicicletta durante le prossime vacanze pasquali.

Ora, il Forte della Tagliata Scala ha parecchi punti di superiorità rispetto al Forte Leone, che posso così riassumere:

– gli alunni in bicicletta al Forte Leone o a Cima Grappa non ci andranno mai, in pullman neppure perché le scuole non hanno soldi per pagarlo, per cui studieranno la Grande Guerra sui libri ma una visita ad una fortificazione non la faranno mai;

– questo forte, progettato tra il 1880 e il 1884, è di prima generazione: cioè il progetto iniziale è tipicamente medioevale perché costruito quando i cannoni erano ancora di bronzo, in sostanza quelli di Napoleone, e poi adeguato due volte ed è stato reso idoneo a resistere anche alle artiglierie in acciaio, per cui ai fini didattici qui si può illustrare l’evoluzione dei materiali e dei mezzi di combattimento fin dal medioevo, che militarmente finisce nel 1900 quando è stata realizzata la fusione industriale dell’acciaio per fini bellici, cosa che ha dato vero inizio all’età moderna;

– invece nei forti di artiglieria di sommità, come il Forte Leone, ché sono forti di seconda generazione, cioè progettati e costruiti quando vi erano le artiglierie in acciaio, questa evoluzione non si può vedere;

– inoltre il progettista è l’ing. Giovanni Ivanoff, vissuto ad Arsiè, sepolto nel nostro cimitero, imparentato con la famiglia Fusinato perché aveva sposato Emma Fusinato, una cugina del nostro deputato Guido, figlio del poeta Arnaldo, accusati entrambi anche con pesanti campagne di stampa diffamatorie di essere tutti ammanicati con l’Austria, cosa che spinse Guido al suicidio nel 1914;

– l’Ivanoff venne accusato di passare i progetti all’Austria: cosa che non è vera, ed è dimostrabile confrontando i rilievi austriaci del forte del Covolo di Sant’Antonio di Fonzaso con il progetto Ivanoff: per cui queste due figure andrebbero oggi riscoperte e valorizzate;

– infine, il forte della Tagliata Scala è noto a tutti senza bisogno di alcuna pubblicità, perché chiunque sia passato per la Valsugana lo ha visto.

Pertanto, se i Comuni di Arsiè e di Cismon vorranno favorirmi in questa iniziativa, cioè:

– se il Comune di Cismon vorrà concedere alle scolaresche l’ingresso gratuito al Covolo, quel giorno porterò i ragazzi anche a vedere quel fortino, riempiendo così la giornata;

– se qualche Associazione vorrà darmi una mano per organizzare al meglio questa escursione;

– se qualcuno tra la Pro Loco e il comitato Biblioteca vorrà venire con me e imparare per poi prendersi in mano questa cosa, perché è vero che ai ragazzi bisogna fare l’accompagnamento gratuito, ma è anche vero che dopo di loro vengono anche le famiglie che invece l’accompagnatore se lo pagano, per cui si genera anche economia per il nostro territorio;

ecco, se si fa tutto questo allora sarò ancora disponibile per altre escursioni.

In caso contrario questa sarà la mia ultima uscita e l’accompagnatore per le visite ai forti non lo farò più.

Amen

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